2004 - miniDV - 21'
TRAMA: La terra sconvolta dalle radiazioni dell’ultimo definitivo conflitto, si è trasformata in un pianeta-deserto popolato da strane forme di vita, cyborg, mutanti in lotta per la sopravvivenza. Il protagonista si muove tra le nebbie di un passato sconvolto e un presente senza speranze, fino a quando sul suo cammino non incontra un gigantesco mezzo cingolato occupato da un uomo e una donna che gli offrono ospitalità. E' l'inizio di un sodalizio e forse di una nuova comunità umana.
Con KOBURN ho voluto mostrare un mondo dissolto nel nulla filtrato dagli occhi di un superstite in viaggio: sogni e ricordi si accavallano a una realtà eccentrica e violenta, un futuro dove la tecnologia è degenerata integrandosi in maniera abnorme a corpi umani e psiche. E' il mio primo corto a sfidare le "leggi di natura del corto", sfoderando in venti minuti un arsenale di effetti speciali, paesaggi spettacolari, costumi e macchine post-atomiche degni di un "vero" lungometraggio di fantascienza. Ho sempre sostenuto che si può ottenere il massimo col minimo, se si conoscono le "regole del gioco", se si ha un controllo dell'immagine e del suono aderente alla realtà cinematografica, se si compone un corto pensando di fare un film. Bisogna però essere consapevoli dei propri limiti, aggirandoli come solo i grandi filmakers dei '70 sapevano fare.
CURIOSITA': girato nelle campagne del Montefeltro, in certe zone era ancora possibile trovare autentici resti di guerre mondiali (scheletri di camion, ecc.), così come intere aree abbandonate (stazioni ferroviarie, ecc.).
CURIOSITA': girato nelle campagne del Montefeltro, in certe zone era ancora possibile trovare autentici resti di guerre mondiali (scheletri di camion, ecc.), così come intere aree abbandonate (stazioni ferroviarie, ecc.).
